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Pianificazione patrimoniale e filantropia: il ruolo del wealth manager

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Da "Quotidiano Ipsoa" - 19 Ottobre 2018

E' utile la consulenza di un professionista quando si parla di filantropia? Sicuramente chi ha meno a che fare con questo tipo di tematiche potrebbe essere indotto a ritenere che, quando qualcuno si muove in base a tali dinamiche, debba essere condotto esclusivamente dal sentire interiore. In realtà, le cose non stanno esattamente così: un’operazione filantropica posta in essere in maniera poco felice può comportare non solo il mancato raggiungimento dell’obiettivo prefissato ma anche, in casi estremi, il depauperamento di parte del patrimonio familiare. L’intervento del giusto advisor, il wealth manager, può fare la differenza. Inoltre, filantropia e pianificazione patrimoniale sono molto più correlate di quanto, in realtà, ci si possa aspettare.

Residenza fiscale degli enti: tra criteri di collegamento ed interpretazioni

Italiano

Da "Quotidiano Ipsoa" - 18 Ottobre 2018

Sede effettiva, sede legale, oggetto esclusivo o principale dell’attività: quali sono i criteri di collegamento - temporali, sostanziali e giuridico/formali - previsti dalla legge per definire la residenza fiscale degli enti, siano essi commerciali o meno? Quando scatta la presunzione legale di residenza in Italia? Le questioni sono rilevanti al fine di comprendere quando un ente possa essere considerato residente in Italia con riferimento agli obblighi tributari. Da ciò dipende, ovviamente, l’applicabilità o meno del sistema impositivo previsto dal nostro Paese.

Trasferimenti a titolo gratuito: un percorso tra aliquote, franchigie ed esenzioni

Italiano

Da "Quotidiano Ipsoa" - 17 Ottobre 2018

Nonostante siano passati più di dieci anni dalla “reintroduzione” dell’imposta sulle successioni e donazioni, il trattamento fiscale dei trasferimenti a titolo gratuito, siano essi posti in essere inter vivos o mortis causa, è uno dei temi di maggior interesse per chi si occupa di pianificazione patrimoniale anche nell’ottica successoria. Come si porranno i governi nei confronti di questo tema? L’attuale sistema impositivo troverà applicazione anche in futuro? Queste sono le domande più ricorrenti tra chi si trova ad affrontare la questione quotidianamente. Per poter effettuare una corretta valutazione, tuttavia, è
necessario avere ben a mente quale sia il regime attuale.

Compro oro: quanto costerà agli operatori l’iscrizione al Registro

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Da "Quotidiano Ipsoa" - 27 Agosto 2018

L’OAM - Organismo degli Agenti e dei Mediatori ha quantificato il contributo che dovrà essere versato dagli operatori del settore per l’iscrizione al Registro dei Compro oro. In particolare, per la prima iscrizione, è richiesto un contributo in misura fissa, che varia da 210 a 230 euro per le persone giuridiche e da 100 a 120 euro per le persone fisiche, a seconda che l’attività di compro oro sia esercitata in via secondaria o prevalente. Una somma variabile, pari a 70 euro per ogni sede operativa, sarà determinata al momento dell’iscrizione e versata contestualmente. Il registro sarà pienamente operativo a partire dal 3 settembre 2018.

Dati antiriciclaggio: la Guardia di Finanza entra anche negli studi professionali

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Da "Quotidiano Ipsoa" - 28 Luglio 2018

Anche i professionisti rientrano tra i soggetti sottoposti agli adempimenti antiriciclaggio e antiterrorismo. Pertanto, in virtù delle nuove regole che consentono all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza di accedere (anche ai fini fiscali) a documenti, dati, informazioni acquisiti in fase di espletamento degli obblighi di adeguata verifica della clientela, anche avvocati, notai, dottori commercialisti e consulenti del lavoro potrebbero subire un accesso della Guardia di Finanza per la ricerca e l’acquisizione di dati antiriciclaggio. Con la circolare del 9 luglio 2018, la Guardia di Finanza ha illustrato la procedura.

Wealth management e antiriciclaggio: come gestire le opere d’arte

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Da "Quotidiano Ipsoa" - 25 Luglio 2018

Tra gli asset alternativi in cui investire il proprio patrimonio, il primato spetta al mercato dell’arte: in un’ottica di diversificazione del proprio portafoglio finanziario, infatti, oggi l’opera d’arte si acquista con il preciso fine speculativo dell’incremento patrimoniale. Ciò porta con sé la necessità di un’efficiente gestione del patrimonio da parte del wealth manager, ma anche una intensificazione dei controlli in capo agli operatori del mondo dell’arte. La V direttiva antiriciclaggio ha, infatti, inserito tra gli obbligati anche i soggetti che commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle opere. Non solo. Gli obblighi si estendono, a determinate condizioni, anche a gallerie d’arte e case d’asta che esercitano tali attività.

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22 ottobre 2018 Strumenti per la trasmissione del patrimonio: la pianificazione del passaggio generazionale Lunedì 22 Ottobre alle h.14.00 l’Avv. Prof. Stefano

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