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Milano punta all'Europa nuovi incentivi per attirare imprese e investimenti

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di Stefano Loconte - Avvocato, Professore a contratto di Diritto Tributario e Diritto dei Trust, Università degli Studi LUM "Jean Monnet" di Casamassima (BA), Loconte & Partners - CONTRIBUTOR AP

Cresce la competizione delle città europee per rimpiazzare Londra, nello scenario post Brexit, nel ruolo di capitale finanziarie dell'Unione Europea: tra queste, Milano cerca di guadagnarsi la pole position. Il tema è sempre più caldo ed è al centro del dibattito europeo. Certo è che la capitale anglosassone ha avuto per parecchi anni un appeal ineguagliabile - superando, talvolta, anche quello di New York - nell'attirare capitale umano, imprese e nuovi investimenti. 

Riuscirà Milano ad ereditarne il primato? L'argomento è stato trattato durante la tavola rotonda organizzata lunedì 17 luglio dallo Studio Loconte&Partners in collaborazione con SCM Sim, presso i locali dell'Ambasciata d'Italia a Londra.

All'evento hanno partecipato diversi esponenti del mondo professionale ed imprenditoriale italiano, i quali hanno spiegato e declinato le diverse ragioni per cui Milano avrebbe notevoli chances per ambire al ruolo di capitale europea.

I principali strumenti normativi recentemente introdotti, infatti, confermano l'obiettivo di rendere l'Italia sempre più competitiva rispetto alle altre città europee: tra questi, per esempio, il nuovo regime di imposizione sostitutiva per i nuovi residenti, che prevede il versamento di un'imposta sostitutiva di 100.000 in luogo dell'imposizione ordinaria su tutti i redditi prodotti al di fuori dell'Italia; l'introduzione dell'aliquota del 26% sul carried interest percepito da partners e managers di private equity e il rilascio agevolato dei visti per chi investe in Italia. Non solo. Allo scopo di rendere attrattiva la città lombarda e portare in Italia l'Autorità bancaria europea e l'Agenzia Europea per i medicinali (EMA) è stata studiata una legge speciale ad hoc per la città di Milano, che prevede importanti agevolazioni per chi si trasferisce da fuori, dando garanzie di creazione di occupazione nel medio termine.

Oltre a questa carrellata di novità, sul tavolo del Legislatore vi è anche il disegno di legge sull'armonizzazione del nostro apparato normativo e tributario alle regole della finanza islamica, tema che ad oggi rappresenta un importante discrimen rispetto alla capitale anglosassone.

Una delle principali problematiche, infatti, che ostacola l'espansione della finanza islamica nel nostro Paese risiede nella duplicazione dell'imposizione fiscale che si paleserebbe a causa di operazioni poste in essere seguendo gli schemi contrattuali previsti dal nostro impianto civilistico, non conformi, tuttavia, ai principi della Sharia.

Ad esempio, il divieto, vigente nel mondo islamico, di applicazione degli interessi sui finanziamenti erogati da intermediari finanziari comporta un doppio trasferimento del bene e, di conseguenza, un carico fiscale maggiore, che si mira ad alleggerire mediante la riforma attualmente proposta, dando così maggior rilievo alla sostanza dell'operazione piuttosto che alla forma.

Ancora. Vi è il divieto di eccessiva incertezza, che richiede la massima chiarezza possibile nei termini contrattuali (ad esempio l'oggetto, il prezzo, i periodi differiti se esistono) ovvero l'obbligo di esclusione di alcune attività vietate dalla legge islamica (per esempio la vendita di alcol, gioco d'azzardo, intrattenimento per adulti): sono tutte regole, inderogabili per chiunque è devoto alla fede islamica, che necessitano di un allineamento con i nostri modelli contrattuali convenzionali.

D'altronde il volume di transazioni che ogni anno sono basate sulla Sharia è in continuo aumento e, qualora l'Italia riuscisse ad intercettarne anche solo una parte, avrebbe un ritorno in termini economici davvero rilevante.

Infine, particolarmente interessante è risultato il messaggio trasmesso dagli imprenditori italiani, ospiti dello stesso evento in Ambasciata, i quali, nel rappresentare la loro esperienza e raccontare il percorso effettuato per creare in tempi brevi delle realtà industriali di primaria importanza, hanno valorizzato il mercato italiano e la qualità del prodotto del nostro Paese. 

Vero è, infatti, che l'Italia necessita sicuramente di spinte riformatrici, tuttavia esse continua a detenere la leadership indiscussa in determinati settori. Un clima di fermento, dunque, nella capitale della moda, che attende con trepidazione l'esito della Brexit e, nel frattempo, si attrezza sempre più velocemente per poter competere con le altre città nella la corsa al titolo di capitale economica europea V.

Incentivi recentemente introdotti

Legge n. 232 2016 (Legge di Bilancio 2017): Regime fiscale sostitutivo per i neo residenti

Introdotta un'imposta sostitutiva pari ad euro 100.000 su tutti i redditi prodotti all'estero. Esenzione dagli obblighi di monitoraggio fiscale e dal versamento delle imposte patrimoniali sui beni detenuti all'estero.


Legge n. 232 2016 (Legge di Bilancio 2017): Rilascio dei visti agevolati

Termini più brevi per ottenere il visto in Italia ai non residenti che dimostrano la volontà di fare ingresso in Italia per intraprendere iniziative di investimento oppure di formazione avanzata, ricerca o mecenatismo.


D.L 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96: tassazione del carried interest

Nuova qualificazione, ai fini dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, dei redditi derivanti dalla partecipazione ad OICR, società o enti, percepiti da parte di soggetti che oltre a rivestire la qualifica di investitori svolgono un'attività di gestione dell'OICR, della società ovvero dell'ente.


Incentivi per investimenti e imprese nella città metropolitana di Milano (AC n. 4456) 

Agevolazioni IRAP per favorire nuovi investimenti, modifica della disciplina degli interessi passivi, modifica della tassazione dei dividendi transfrontalieri, estensione del Regime di Adempimento Collaborativo, estensione dell'istituto dell'Interpello sui nuovi investimenti, agevolazioni per i c.d. "espatriati, agevolazioni in ambito immobiliare per i nuovi investimenti, trasferimento della residenza a seguito di operazioni straordinarie.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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