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Wealth management: una sfida per nuove professionalità

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di Stefano Loconte - Avvocato, Professore a contratto di Diritto Tributario e Diritto dei Trust, Università degli Studi LUM "Jean Monnet" di Casamassima (BA), Loconte & Partners

Dal wealth management quali opportunità per i professionisti? Il wealth manager è una figura chiave, un soggetto cui il cliente è legato da un rapporto di fiducia, che si occupa dell’analisi legale e fiscale dell’intera situazione patrimoniale in funzione degli obiettivi del proprio cliente. La consulenza in ambito wealth è, dunque, una materia decisamente complessa, che necessita del supporto di professionisti con una competenza specializzata, in grado di fornire una visione strategica a tutto tondo e con un occhio sempre vigile rispetto ai cambiamenti che interessano il nostro ordinamento. Queste tematiche saranno approfondite nel corso del Master Pianificazione patrimoniale e wealth management, organizzato dalla Scuola di Formazione IPSOA di Wolters Kluwer.

Il wealth management, ossia l’attività di pianificazione patrimoniale, fa parte della vita di tutti noi.

Anche se erroneamente si crede che riguardi esclusivamente i cd. high net worth individuals, soggetti detentori di grandi patrimoni, la cultura della pianificazione deve essere stimolata sia in ambito familiare sia in ambito corporate, a prescindere dall’entità del patrimonio.
 
La corretta amministrazione dei propri beni oggi - a prescindere dalla loro natura e dal loro valore economico - determinerà in futuro una successione scevra di litigi tra gli eredi, un passaggio generazionale che non comporti squilibri per l’azienda, una protezione effettiva da tutti i rischi cui il patrimonio potrà essere esposto, sia in funzione delle caratteristiche soggettive del suo titolare, sia in funzione del suo contesto familiare o lavorativo.
 
La pianificazione, infatti, si fa oggi, ma con lo sguardo rivolto al futuro. È la costruzione di un percorso che parte dalla consapevolezza che ogni ricchezza, anche la più piccola, sarà una risorsa e non un intralcio solo se gestita adeguatamente tanto sotto il profilo giuridico, tanto sotto quello fiscale.
 
Oggi in Italia la sensibilità delle persone rispetto ai temi della pianificazione del proprio patrimonio sta crescendo, anche attraverso l’utilizzo di strumenti sofisticati quali i veicoli societari (e.g. le società semplici) o, ancor di più, attraverso il trust.
 
Strumento estremamente versatile e ad elevata possibilità di personalizzazione, quest’ultimo consente di raggiungere molteplici obiettivi: dal passaggio generazionale di beni e aziende familiari, alla programmazione della componente immobiliare, alla tutela di soggetti deboli, fino a trasformarsi in strumento di supporto a piani di ristrutturazione dei debiti aziendali.
 

 

Senza dimenticare i sempre più frequenti trust che raccolgono fondi da destinare ad iniziative sociali e filantropiche.
 
Il wealth manager è una figura chiave, un soggetto cui il cliente è legato da un rapporto di fiducia, colui il quale contribuisce alla gestione dei rapporti familiari - l’attività di pianificazione è molto delicata e molto spesso critica dal punto di vista della condivisione - si occupa dell’analisi legale, nonché di quella fiscale dell’intera situazione patrimoniale in funzione degli obiettivi del proprio cliente.
 
Una materia decisamente complessa, dunque - la consulenza in ambito wealth - che necessita del supporto di professionisti con una competenza specializzata, in grado di fornire una visione strategica a tutto tondo e con un occhio sempre vigile rispetto a tutti i cambiamenti che ogni giorno interessano il nostro ordinamento.
 
Una novità importante, foriera di sviluppi notevoli in ambito di pianificazione patrimoniale per il 2018 riguarda proprio la materia del trust in Italia. Lo scorso 3 ottobre è stato presentato alla Camera dei Deputati un disegno di legge volto alla regolamentazione del trattamento fiscale applicabile a questo strumento ai fini dell’imposizione indiretta.
 
La proposta di legge, che reca il numero 4675/2017 offre una chiave di lettura fiscale dello strumento secondo la tesi dell’unitarietà causale del negozio, il quale deve ritenersi espressione di un unico disegno volto a consentire la realizzazione dell’attribuzione liberale.
 
Ulteriore conferma di come l’Italia si stia sempre più allineando al contesto internazionale, caratterizzato da soggetti ad elevata mobilità, con patrimoni allocati in più Paesi, con famiglie i cui membri sempre più spesso appartengono a giurisdizioni diverse.
 
Una realtà che richiede una costante presenza di consulenti preparati in maniera impeccabile a fornire assistenza a situazioni più o meno complesse e strutturate che come matrice unica hanno la necessità di disegnare un percorso che garantisca nel tempo tutela al patrimonio, mettendolo al servizio del proprio titolare e dei suoi interessi, personali e familiari.
 
 
Master Pianifcazione patrimoniale e wealth management
Direzione scientifica Stefano Loconte
Il Master, rivolto a laureati in materie giuridiche ed economiche, avvocati, notai, dottori
commercialisti,private banker e promotori finanziari, rappresenta un percorso finalizzato ad
approfondire le tematiche legate alla pianificazione patrimoniale e al wealth management.
 
Le iniziative mirano ad analizzare il fenomeno del trasferimento del patrimonio,
esaminando strumenti di diritto interno nonché i principali del diritto straniero utilizzati per
il raggiungimento di adeguate strategie di pianificazione e protezione del patrimonio della
famiglia e dell’imprenditore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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